Leggende Trentine |
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La Leggenda dell'Angioletto Nero
Quando il signore che abitava nel Cinquecentesco Palazzo Sardagna chiese al grande artista Marcello Fogolino di affrescare una volta di un salone del suo palazzo si sentì rispondere che l'avrebbe fatto solo se gli avrebbero messo a disposizione i colori più fini e i materiali più pregiati, soprattutto il famoso blu di lapislazzuli. Davanti ad una richiesta così costosa il nobile acconsentì, ma poi, quando capì che un tale acquisto l'avrebbe ridotto in rovina, decise di rivolgersi ad un alchimista per ricreare un colore di ripiego uguale a quello originale.
Il Fogolino non si accorse di nulla, e per settimane lavorò alla sua 'Allegoria della Madonna'. Al temine il capolavoro era stupendo, con un cielo azzurro intenso che copriva la volta della sala, nuvolette e angioletti tutti intorno alla Madonna. Al momento del pagamento il signorotto non si fece più trovare. L'artista allora si infuriò e si recò al palazzo con un secchio di calce. Era lì lì per cancellare gli angioletti dell'affresco quando avvenne un miracolo. Tutti i colori del dipinto si accesero di una luce molto forte, tranne il falso blu di lapislazzuli che si spense, e uno dei tre putti che circondavano la Madonna si trasformò in un angioletto nero, con tanto di orecchino e capelli crespi. Questo era stato il modo che la Madonna aveva trovato per salvare il suo bellissimo affresco e per rendere onore al povero artista che era stato ingannato.
Le Streghe del Malconsiglio
Il nome 'Buonconsiglio' ha originato anche un'altra leggenda. Si narra, infatti, che moltissimo tempo fa le streghe tenessero i loro sabba satanici tra le mura del maniero chiamato allora 'Malconsiglio'. Nelle notti di luna piena l'ombra della Torre Grande richiamava dalle valli intorno un nugolo di indemoniate, che giungevano all'appuntamento con Satana cavalcando le loro scope volanti. Danze e orge, urla, bestemmie e grida di dolore riempivano le notti e non lasciavano dormire i poveri Trentini. Dovette giungere l'epoca del Concilio di Trento, perché qualcuno ponesse rimedio a quella triste usanza: i prelati convenuti da tutta Europa decisero di rinchiudere le streghe nelle 'canòpe' del monte Calisio, oppure di relegarle nella lontana Val Genova, mentre quelle recalcitranti furono legate ad alcuni pali piantati nella piazza antistante il 'Malconsiglio' e vennero arse vive, con grande gioia dei Trentini liberati finalmente da quel terribile flagello. Da allora il castello prese il nome benaugurante di 'Buonconsiglio'.
La Contessa Bianca
Se qualcuno di voi intende sfidare l'ignoto e misterioso mondo dei fantasmi, deve solo andare a Matterello. E' importante che sia una notte di luna piena, oppure di tempesta, in autunno o in inverno: entri nel castello della Torre Franca e si metta in paziente attesa. Poco dopo mezzanotte le porte cominceranno ad aprirsi, stridendo sinistre sui cardini; l'aria si farà più leggera e trasparente, per permettervi di vedere lo spirito della Contessa bianca! Il fantasma di questa lontana nobildonna, condannata per l'eternità a vagabondare inquieta per le sale del suo palazzo a causa di chissà quale lontano tradimento o sortilegio, vi passerà vicino senza nemmeno vedervi. E sarà lo spirito di costei ad accompagnarvi per il maniero, illuminando con una torcia saloni e stanzette, la cappella e la torre, la sala del caminetto e la camera da letto dei castellani? Qualcuno, poi, più coraggioso di altri, potrà anche guardarla bene in volto: vedrà le sembianze eteree di una bella donna dai lunghi capelli biondi, il naso diritto e affilato, gli occhi enormi e malinconici. Ma se vi manca la forza, accontentatevi di questa storia, che i vecchi di Matterello si tramandano con il dovuto rispetto per i morti e anche con un pò di timore per la misteriosa Contessa bianca.
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